Venerdì  31 ottobre 2008, alle ore 10.00, presso la sala del Museo del Sannio “Gianni Vergineo” di Benevento, incontro sul tema La Via Francigena del Sud: un itinerario del Sacro in Campania. L’iniziativa è promossa dal GAL Titerno ed è rivolta, in particolare, agli operatori turistici. E’ prevista una visita guidata presso il Chiostro di Santa Sofia, e l’Arco di Traiano a cura dell’architetto Franco Bove. Nel pomeriggio i tour operator saranno accompagnati “Sulle tracce dei pellegrini” in Valle Telesina.

Sono previsti, tra gli altri, gli interventi del Presidente del Gal Titerno Aurelio Grasso e del Direttore Nicola Ciarleglio. Inoltre, ai lavori saranno presenti anche Alfredo Bruno, Autorità di Gestione Leader+ Regione Campania e Giuseppe Allocca, Coordinatore A.G.C. Settore primario Regione Campania.

Sono nove i paesi della provincia di Benevento interessati dalla via Francigena del sud. A questi ne sono stati aggiunti due paesi: Cerreto e Pietrelcina,  per indicare al pellegrino del Terzo Millennio un formidabile itinerario di storia, cultura e fede.

“Cultura significa spirito e attributo essenziale dello spirito è la mobilità”. Così Giorgio Pasquali, Medioevo bizantino, da Stravaganze quarte e supreme.

In effetti, La Via Francigena del Sud è al tempo stesso spirito e mobilità. Ma come nasce? Quali sono le tappe storiche che hanno portato anche il Sannio Beneventano ad avere a che fare con le vicende dei pellegrini? Perché oggi questo discorso unisce la provincia di Benevento a tutto il resto dell’Europa? Quali possono essere le ricadute sul piano turistico per il territorio? A queste ed altre domande si risponderà nell’ambito di un educational che si svolgerà nella sala “Gianni Vergineo” Museo del Sannio di Benevento. Quello con gli operatori turistici rappresenta un ulteriore momento di promozione, dopo quello che il GAL Titerno ha avuto nei giorni scorsi con gli operatori del mondo dell’informazione.

Non c’è dubbio,infatti, che proprio l’informazione sia un aspetto fondamentale per promuovere un viatico, la Via Francigena del sud, potenzialmente in grado di portare il Sannio  Beneventano più vicino all’Europa. Non a caso i pellegrini da tutta Europa per raggiungere Gerusalemme passavano anche per il tratto sannita della Francigena.
I comuni interessati dalla via Francigena del Sud sono: Faicchio, San Lorenzello, San Salvatore Telesino, Telese Terme, San Lorenzo Maggiore, Ponte, Benevento, Paduli e Buonalbergo; sono poi previste nell’itinerario delle deviazioni per i paesi limitrofi, come ad esempio Cerreto, nota per le stupefacenti maioliche e ceramiche o Pietrelcina, terra natale di Padre Pio.

Dopo l’incontro presso la sala del Museo del Sannio “Gianni Vergineo” il Gal Titerno ha organizzato una visita guidata a cura dell’architetto Franco Bove presso il Chiostro della Chiesa di Santa Sofia e l’Arco di Traiano. A seguire da Benevento partirà un tour    “Sulle tracce dei pellegrini ” nella Valle Telesina.

Per approfondimenti:
GAL Titerno
La Via Francigena del Sud
Via Francigena - Associazione Europea delle Vie Francigene

Ufficio stampa Mega srl
Patrizio Mazza - 340.3302070


A Benevento, nasce ‘Sannio in Movimento per l’identità e l’autonomia del territorio’. Le drammatiche vicende dello smaltimento dei rifiuti nella Regione Campania hanno confermato la tendenza, sempre più accentuata, a scaricare i problemi di Napoli sulle zone interne, in una forma di non più velato colonialismo, e hanno esasperato lo stato di disagio delle nostre popolazioni.

E’ ormai fin troppo evidente la strategia che vuole ridurre queste zone a mera area di servizio della metropoli. Obiettivo di fondo della politica partenopea era e resta di mantenere in Napoli la concentrazione dei poteri decisionali, dei più rilevanti sistemi di ricerca e di eccellenza scientifici e delle organizzazioni finanziarie. Nelle aree interne, invece, si decentrano le grandi strutture di servizio: smaltimento dei rifiuti, logistica commerciale, nodi della mobilità interregionale, agglomerati industriali, insieme all’inestricabile coacervo di interessi leciti o illeciti che inevitabilmente le accompagnano. Appare evidente che tale strategia  non può che produrre la rottura degli equilibri tradizionali tra produzione e territorio, e la trasformazione delle valli e delle colline sannite ed irpine in un’estesa, anonima e triste periferia.

Prova ne sia il progetto di ‘piattaforma logistica’, che stravolgerà irreparabilmente il territorio beneventano. Oppure, sul piano culturale, il nuovo riordino delle Soprintendenze, che continua a penalizzare fortemente l’autonomia del Sannio.

‘Sannio in Movimento’ vuole invece contrastare la strategia che tutto subordina agli interessi della metropoli. Nostro fine è promuovere la tutela e lo sviluppo delle aree interne attraverso la costituzione di una nuova Regione che ci renda autonomi da Napoli e Caserta.

Per decenni, abbiamo pagato, in termini di isolamento ed emigrazione, il prezzo della mancata industrializzazione. Oggi, di fronte al declino dell’economia industriale, i nostri territori si trovano nella condizione privilegiata per agganciare la domanda sempre più diffusa nei settori dell’agroalimentare di eccellenza e del turismo rurale, ambientale e culturale.
Quanto un tempo veniva bollato come ‘isolamento’, ora risulta essere una risorsa identitaria capace di nuovi sbocchi economici e occupazionali, tra l’altro, sostenibili in termini sia sociali che ambientali.
La nostra terra è la nostra vera ricchezza, non ce la faremo sottrarre.
- per aderire al movimento: sannioinmovimento@gmail.com
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i video della conferenza

Questa mattina presso la sede della Cia - confederazione Italiana agricoltori - di Benevento si è svolto un educational rivolto agli operatori del mondo dell’informazione sul tema:” La Via Francigena del Sud: Un itinerario del sacro in Campania”. Ai lavori, organizzati dal Gal Titerno, tra gli altri hanno preso parte il presidente Aurelio Grasso, ed il direttore del Gal Nicola Ciarleglio.

Il progetto “I Cammini d’Europa”, ideato e maturato nell’ambito della cooperazione transnazionale LEADER +, si è posto come obiettivo quello della valorizzazione turistica integrata dei territori attraversati dai principali itinerari culturali europei: Cammino di Santiago e Via Francigena.

La Via Francigena, in particolare, rappresenta il percorso che l’Arcivescovo di Canterbury, Sigerico, intraprese nel 990, alla volta di Roma per incontrare Papa Giovanni XV. Nel suo viaggio di ritorno, durato 79 giorni di cammino effettivo, scrisse un diario, lasciando una lucida testimonianza della via Francigena del X secolo. Quest’ultima divenne nei secoli tracciato ufficiale dei pellegrini verso la Città Eterna, capitale della Cristianità, diventando inoltre asse portante dei collegamenti per gli scambi commerciali e svolgendo un ruolo fondamentale nella costruzione dell’identità europea. Roma, però, non era l’unica destinazione di quanti si avviavano ad intraprendere un pellegrinaggio religioso, poiché molti erano i fedeli che partivano alla volta di Santiago de Compostela, luogo di sepoltura di San Giacomo, o verso Gerusalemme, sede del Santo Sepolcro. L’ipotesi progettuale “La Via Francigena del Sud: un itinerario del Sacro in Campania” ha voluto realizzare un prolungamento dell’itinerario di Sigerico che, partendo da Roma, e passando per la Campania fino alle coste pugliesi, guiderà i pellegrini del secondo millennio alla volta della Terra Santa: un viaggio verso le origini della fede, di cui la prima tappa sarà rappresentata dal tratto nel Sannio Beneventano, un territorio dove il senso del sacro, la religiosità, i culti devozionali, i pellegrinaggi sono sempre stati molto sentiti dalle popolazioni locali, sin dall’epoca medievale, quando chi voleva raggiungere Gerusalemme e la Terra Santa, non poteva non attraversare il Sannio, anello di congiunzione tra Tirreno e Adriatico, seguendo l’antico tracciato della via Latina e della Via Traiana. (1)

Continue reading ‘La Via Francigena del Sud: un itinerario del Sacro in Campania.’


Martedì 16 settembre 2008, alle ore 10:30, presso la sala congressi della CIA di Benevento (mappa), in via dei Mulini Pal. Furno, avrà luogo la conferenza stampa promossa dal GAL Titerno, nel corso della quale verranno presentati i risultati della prima fase del progetto “Cammini d’Europa. La Via Francigena del Sud: un itinerario del Sacro in Campania”.
Il progetto ha già suscitato l’attenzione del noto scrittore Errico Brizzi e dell’Associaizone CIVITA, entrambi interessati a valorizzare i cammini di pellegrinaggio da Roma a Gerusalemme.

Saranno inoltre prospettati nuovi scenari di programmazione per la Via Francigena e il coinvolgimento degli enti locali nella promozione del sentiero di pellegrinaggio che passa attraverso il Sannio, toccando diversi comuni della provincia compreso il capoluogo, Benevento

Tra gli interventi di promozione rientra l’organizzazione di due educational, rivolti agli operatori turistici ed ai giornalisti specializzati nei vari segmenti presenti nell’offerta turistica dell’area.

Questi alcuni dei  temi  che saranno affrontati nell’ambito dei lavori della conferenza alla quale prenderanno parte il Presidente del GAL Titerno , Aurelio Grasso, ed il Coordinatore  Nicola Ciarleglio.

Ufficio stampa Mega srl
Patrizio Mazza - cell.340-3302070


Qualche mese fa ho trovato in rete questo video di Annie Leonard, di sicuro non è più una novità , ma resta indiscussa la sua efficacia. (sito ufficiale)
Tratta del nostro attuale sistema di sviluppo, imperniato sulla crescita economica (PIL-prodotto interno lordo) e la logica del profitto, della  sua mancanza di rispetto per l’ambiente e per le popolazioni, dello spreco e dell’infelicità delle società sviluppate, dei sistemi lineari di produzione che richiedono in ingresso grosse quantità di risorse ,sia naturali che umane, e che producono rifiuti, inquinamento e sottomissione al sistema consumistico.
Il video è stato tradotto dagli autori di dePILiamoci, promotori dell’abbandono del PIL come indice di  misura della crescita economica e della sua sostituzione con il BIL (Benessere interno lordo).
Utile per la tematica del cambiamento è anche il sito del Movimento della decrescita felice creato da Maurizio Pallante.

Dopo il video potrete leggere il decalogo del movimento della decrescita felice o scaricarvelo.
Per chi desidera approfondire ulteriormente l’argomento vi rimando ai video di Maurizio Pallante.
Buon BIL a tutti!!!


Decalogo del movimento della decrescita felice

L’obiettivo del presente decalogo consiste nell’individuare azioni e comportamenti da porre in  essere per circoscrivere e delimitare la quantità di merci e servizi da cui si dipende, favorendo la condivisione delle buone prassi e, sopratutto la realizzazione di beni (non merci) atti a migliorare il  benessere e ridurre la quantità di rifiuti immessi nell’ambiente in cui viviamo.
1.Accorciare le distanze tra produzione e consumo, sia in termini fisici che umani.
Ricollocare il più possibile l’economia nel territorio in cui si vive. Chiederesi sempre quanta strada ha fatto ciò che si sta consumando e chi lo ha prodotto. Fare acquisti direttamente dal produttore oppure creare o entrare a far parte di un Gruppo d’Acquisto Solidale (GAS) per: minimizzare i chilometri percorsi dai beni nel loro viaggio tra luogo di produzione e luogo di consumo; stabilire rapporti umani di amicizia e fiducia con chi produce.
2.Riscoprire il ciclo delle stagioni ed il rapporto con la terra.

Trovare il tempo per interrogarsi sulle qualità, ecologiche ma non solo, di ciò che si sta consumando e quale potrebbe essere l’alternativa più ecologica, salutare, piacevole e conviviale per soddisfare gli stessi bisogni.
Fermarsi a contemplare la Natura, comprendere i suoi cicli e confrontarli con i cicli industriali che sono alla base del proprio modello di produzione e consumo. Confrontare i propri ritmi con quelli della Natura. Rallentare, invece di accelerare.
Riscoprire il gusto di aspettare la stagione giusta per assaporare i frutti della terra nel momento in cui sono più saporiti e nutrienti.
Conoscere il territorio in cui si vive e le risorse naturali e umane che offre, anche in termini di saper fare derivante da conoscenze tradizionali (artigianato, cultura popolare, metodi colturali).
3.Ridefinire il proprio rapporto con i beni e con le merci.

Sostituire il più possibile le merci (prodotte per essere vendute) con beni autoprodotti o scambiati all’interno di relazioni non mercatili, riportando il mercato alle sue dimensioni fisiologiche (acquisire e diffondere la consapevolezza che il mercato non può essere eliminato, ma, allo stesso tempo, non è l’unico luogo dove poter soddisfare i propri bisogni).
Autoprodurre il più possibile:
beni alimentari (ad es. yogurt, pane, dolci, liquori, conserve alimentari…);
altri beni (ad es. capi di vestiario, mobili… )
Analizzare, valutare e promuovere i vantaggi dell’autoproduzione rispetto all’acquisto di merci in termini di maggiore qualità dei beni utilizzati (assenza di additivi chimici e processi finalizzati all’incremento della produzione e alla riduzione dei costi a scapito della qualità), minore impatto ambientale (meno energia e trasporti, meno imballaggi e rifiuti, più recupero e riciclaggio), conservazione e trasmissione del saper fare, creazione di momenti di nuova socialità.
4.Ricostruire le interazioni sociali attraverso la logica del dono.
Creare momenti comunitari di scambio di beni autoprodotti utilizzando la logica del dono, facendo attenzione a non cadere nella logica del baratto: il baratto è il precursore della moneta e, quindi, degli scambi mercantili!
Donare la propria esperienza, il proprio sapere e il proprio tempo agli altri. Condividere le proprie esperienze come presupposto per ulteriori scambi non mercantili di beni e competenze.
Donare beni, tempo, sapere e saper fare essendo sempre consapevoli che in una comunità c’è l’obbligo di donare, l’obbligo di ricevere e l’obbligo di restituire più di quanto si è ricevuto.
5.Fare comunità
Consolidare nel tempo le relazioni umane non mediate dal denaro all’interno della propria cerchia familiare, anche allargata, e all’interno della propria cerchia di amici e conoscenze. Creare periodicamente le occasioni per fare in modo che le relazioni umane generate dall’economia del dono diventino il più possibile stabili nel tempo.
6.Allungare la vita alle cose, rifiutando la logica dell’ “ultimo modello”.
Adottare uno stile di vita che poggi sulle quattro R (riduzione, riuso, recupero, riciclaggio) e impegnarsi a diffonderlo il più possibile e con tutta la creatività di cui si è capaci in ambito familiare, tra gli amici, sul posto di lavoro.
Trattare le le merci per quello che sono: un mezzo e non un fine.
Usare tutta la propria creatività per aumentare la durata di qualsiasi bene (ad es. rigenerazione motori automobilistici, superamento del concetto di moda e adozione del concetto di utilità, abitudine alla autoriparazione dei beni, ecc.).
7.Ripensare l’innovazione tecnologica.
Adottare tecnologie che riducono il consumo di risorse naturali preferendo l’innovazione volta al risparmio invece che quella rivolta all’incremento dei consumi. Interagire con le imprese che aderiscono al MDF e propongono prodotti o servizi capaci di ridurre, anche drasticamente, i nostri consumi.
8.Esserci pesando il meno possibile sull’ambiente, come forma di massimo rispetto per noi stessi e le generazioni future.
Ridurre il più possibile la propria impronta ecologica, facendo le stesse cose con meno oppure evitando di fare cose non strettamente necessarie per il proprio benessere e quello degli altri. Ridure l’impiego di mezzi di locomozione propri, laddove possono essere sostituiti da mezzi pubblici o mezzi meno inquinanti. Adottare e diffondere forme di trasporto condivise come il car sharing o il car pooling.
Attuare prassi di risparmio energetico (incremento dell’efficienza energetica della propria casa e nell’utilizzo di apparecchiature domestiche, proposizione di impianti condominiali più efficienti nell’uso delle fonti energetiche - realizzazione di apparati di autoproduzione dell’energia).
Proporre, e attuare per quanto possibile, un modello altrenativo alle grandi centrali e al trasporto dell’energia su lunghe distanze, basato sulla produzione energetica su piccola scala per l’autoproduzione e la vendita alla rete delle eccedenze.
9.Ridefinire il proprio rapporto con il lavoro.
Ridefinire il lavoro salariato come mezzo per soddisfare parte dei propri bisogni e non come fine della propria esistenza. Concepire il lavoro in generale come strumento per l’affermazione della dignità umana, ma non come l’unica modalità di espressione della medesima. Sperimentare stili di vita capaci di ridurre i consumi inutili e dannosi come presupposto per ridurre il tempo dedicato al lavoro salariato necessario per pagarli.
10.Diffondere i principi del Movimento per la Decrescita Felice in ambito politico.
Anche senza partecipare direttamente a competizioni elettorali e o alla vita di partiti poitici, trovare le strade per far giungere le idee e le proposte del MDF a chi ha il compito di governare il territorio in cui si vive. Essere il “lievito” della vita politica partendo dal basso, dagli ambiti più vicini alla vita e ai problemi delle persone. Organizzare incontri pubblici, coinvolgere i propri concittadini in battaglie specifiche evitando ogni tentativo di strumentalizzazione delle idee e delle proposte del MDF.


Corro il rischio di far diventare monotematico il blog, ma, visto il grande interesse che ha riscosso l’argomento, volevo segnalarvi la riproduzione tridimensionale dell’acceleratore di particelle del cern.

Joey Wade ha pubblicato il modello sulla Google Earth Comunity. E’ possibile vedere l’intera struttura, sia il tunnel che le strutture emergenti. Joey ha inserito anche una cartella con i video di YouTube sull’argomento ed una simulazione del movimento delle particelle. Per riprodurre l’animazione bisogna cliccare sul pulsante play in alto a destra nella finestra del programma.

Visualizza in Google Maps

   Visualizza in Google Earth

 

via|gearthblog


Stamane, in tutta fretta, ho segnalato i link per la diretta del collaudo dell’acceleratore di particelle del cern. Tutto ha funzionato e nessun buco nero si è finora sviluppato.
Le particelle di protoni hanno percorso i 27 km del tunnel per due 2 volte, prima in senso orario e poi in senso antiorario.

Nel dettaglio riporto la descrizione dell’esperimento estratta dalle pagine del blog di un giovane fisico italiano che lavora al cern e che segue il progetto da vicino.

Cosa succede nell’acceleratore? Il programma di domani (oggi) prevede la circolazione di un fascio singolo prima in un senso, poi nell’altro. Si comincia con il fascio “1″ in senso orario, poi con il “2″ in senso antiorario. Per noi di ATLAS non cambia molto: siamo egualmente distanti da entrambi i punti di iniezione…

L’energia del fascio sarà quella fornita dall’SPS (l’ultimo della serie di iniettori che preparano i fasci per LHC), ovvero 450 GeV: LHC non accelererà ma si limiterà a mantenere il fascio sulla giusta rotta. In parole povere, si tratterà di un test di “tenuta di strada”. Per evitare ogni tipo di problema, il fascio sarà composto da un pacchetto singolo di circa 10^9 protoni: normalmente avremo circa 2800 pacchetti di 10^11 protoni di 7 TeV che circolano. Il macchinisti vogliono essere sicuri di saper ben guidare il fascio prima di aumentarne energia e intensità: in caso dovessero perderlo per strada, non dovrebbe danneggiare nessun pezzo dell’acceleratore.

Le altre fonti in rete:
Borborigmi di un fisico renitente
webcast
the Atlas experiment
Atlas videos su youtube


Oggi tra le 9.00 e le 10.00 saranno iniettati nel superacceleratore (LHC-Large Hadron Collider) i primi protoni che compiranno un giro dell’intero circuito, percorrendo i 27 km dell’LHC.
Il CERN ha organizzato una diretta per  l’evento.

Vi lascio i link:
cern tv
cern
(via twitter)




Inchiesta di Rainews24 (due parti):

Intervista all’assessore all’ambiente della regione campania Walter Ganapini.

via|CO.DI.S.AM.


Nella giornata di ieri l’Icann ha dato il via alla rivoluzione del web. Dal gennaio 2009 gli indirizzi internet potranno terminare con nomi proprietari, siano essi di grandi aziende, di località o di persone. Nei prossimi mesi si lavorerà per definire al meglio il cambiamento, per ora una sola cosa è certa: i costi saranno elevati e noi comuni mortali non potremo, almeno per ora, aspirare ad avere un nostro dominio personale.


Lo sapevate? Il Bakumatsu Koshashin Generator è un generatore di immagini invecchiate. Scegliete la vostra foto, indicatene il percorso o l’url e in pochi secondi avrete la vostra immagine invecchiata.
Qui ho fatto una prova con l’immagine della mitica Vulvia.

Il titolo del post nasce appunto da una citazione di Vulvia, personaggio di Corrado Guzzanti nel  programma l’Ottavo Nano. Se non dovesse funzionare, sappiate che la soluzione è dentro di voi…ma è sbagliata!!!!

via|clickblog


L’Icaan, Internet Corporation for Assigned Names and Numbers, giovedì prossimo, a Parigi, voterà sulla possibile apertura dei domini di primo livello, come .com o .it.
Attualmente gli indirizzi di primo livello esistenti al mondo sono circa 1,3 milioni e la rete inizia a soffrirne. La nuova frontiera saranno gli indirizzi aziendali e personalizzati, tipo .intel, . disney o .mariorossi.
Per evitare eventuali controversie attraverso l’acquisto di domini non direttamente collegabili al soggetto che li richiede, sarà introdotto un periodo di garanzia per i nomi di aziende, marchi commerciali, istituzioni e comuni.
I costi per l’acquisto dei nuovi suffissi non saranno irrisori e quindi non per tutti, attualmente si parla di 50.000 dollari. Il vantaggio per le aziende sarà quello di svincolarsi dagli indirizzi geolocalizzati e dalle limitazioni che ogni nazione pone. Si parla anche dell’introduzione di nuovi suffissi per il mondo del porno, con .sex o .xxx.
Un’altra rivoluzione sarà data dalla possibilità di poter utilizzare negli indirizzi anche simboli e accentante, finora gli indirizzi potevano essere composti solo da caratteri appartenenti al codice ASCII.

Via | dowloadblog


Ho appena ritirato il mio certificato di partecipazione al download day.
Il 17 giugno sono stati effettuati circa 8 milioni di download del nuovo browser, in Italia circa 273.000. Attualmente firefox 3.0 è stato scaricato circa 20 milioni di volte nel mondo e 545.000 in italia.
La versione 2.0, nel suo primo giorno di uscita, era stata scaricata circa 5 milioni di volte, per cui il record dovrebbe essere stato raggiunto.
Attualmente i risultati sono al vaglio degli incaricati del guinness dei primati, bisognerà quindi attendere alcuni giorni prima dell’ufficializzazione.